» Il ruolo della Russia documenti  
 


 

 
La Russia alla metà del secolo circa. Engraved & printed by W & A K Johnston, Edinburgh William Blackwood & Sons, Edinburgh & London (1861).  

Il moto decabrista

Molti ufficiali dell’esercito, nobili con missioni diplomatiche e semplici visitatori dell’Occidente subirono l’influsso delle idee illuministe e aderirono alle società segrete che si prefiggevano un’azione insurrezionale contro l’autocrazia zarista. Con la morte dello zar Alessandro I e la rinuncia al trono di Costantino a favore del fratello Nicola I, le società segrete tentarono un colpo di Stato il 14 dicembre 1825 – da qui il nome di “decabristi” ai cospiratori – con l’ammutinamento di alcuni reparti militari a Mosca e in Ucraina. Non sufficientemente coordinato, il tentativo insurrezionale fallì. Il brano che riproduciamo è tratto dalle memorie del cospiratore decabrista Ivan Dmitrievič  Jakuškin che militò nelle associazioni “Lega della salvezza” e “Lega del Nord” e fu condannato a 25 anni di lavori forzati dopo l’insurrezione del 14 dicembre 1825.

V. Gitermann, Storia della Russia, II, Firenze, La Nuova Italia, 1963, pp. 684-688.

 

Un progetto di costituzione decabrista

Il progetto di costituzione elaborato dal decabrista Nikita Murav’ëv prevedeva l’instaurazione di una monarchia costituzionale con un Parlamento eletto in base ad una legge elettorale di tipo censitario che assegnava il diritto di voto soltanto a coloro che avessero un reddito di 500 rubli. Molti articoli, come i numeri 1, 2, 75, 102, sono presi alla lettera dalla Costituzione spagnola del 1821, altri, invece, come il 14 o il 42, sono ripresi dalla Costituzione francese del 1791.

V. Gitermann, Storia della Russia, II, Firenze, La Nuova Italia, 1963, pp. 692-696.

 

La Russia e l’Europa

Il documento che riproduciamo è un breve scritto di Aleksandr Herzen sull’evoluzione russa e quella europea. Oppositore dello zarismo – fu arrestato nel 1834 – Herzen decise di andare in esilio volontario in Europa nel 1848 e venne a contatto con molti esuli italiani come Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane e Giuseppe Garibaldi. La sua autobiografia, Il passato e i pensieri, è considerata uno dei classici della letteratura russa dell’Ottocento.

V. Gitermann, Storia della Russia, II, Firenze, La Nuova Italia, 1963, pp. 744-745.

 

Contro la rivoluzione

Nel dicembre del 1848, in Russia, si era diffuso il timore che, sotto l’influenza degli avvenimenti rivoluzionari che si stavano svolgendo in Europa, si verificassero dei disordini anche nei territori dell’Impero zarista. I deputati della nobiltà di tutti i governatorati si presentarono a Pietroburgo davanti all’Imperatore per affermargli la loro fedeltà e garantirgli che erano pronti ad ogni sacrificio. Il documento riprodotto è il discorso tenuto in quell’assemblea dallo zar Nicola I.

V. Gitermann, Storia della Russia, II, Firenze, La Nuova Italia, 1963, pp. 748-750.

 

L’alleanza tra la Russia e l’Austria

Il documento che riproduciamo è tratto dal dispaccio inviato dal ministro degli Esteri, Karl Vasil’evič Nesselrode, all’ambasciatore russo a Londra, Brunow. Dopo aver deplorato la propaganda costituzionale inglese in Italia, che vi alimentava il fermento rivoluzionario e accresceva l’influenza francese, il ministro russo delinea la politica estera filo-austriaca del governo zarista.

Antologia storico-diplomatica, a cura di E. Anchieri, Varese, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, 1941, pp. 55-56.

 

La guerra in Crimea

La guerra di Crimea, combattuta dal 1853 al 1856, vide la contrapposizione tra la Russia zarista e l’Impero ottomano alleato di una coalizione di Stati europei formata dalla Gran Bretagna, la Francia e il Regno di Sardegna. Lo scrittore russo Lev Tolstoj, in una lettera del novembre del 1854, descrive la situazione del fronte.

V. Gitermann, Storia della Russia, II, Firenze, La Nuova Italia, 1963, p. 757.

 

 Le condizioni della Russia per il riconoscimento del Regno d’Italia

La creazione del Regno d’Italia causò una serie di tensioni internazionali che produssero un difficile e graduale riconoscimento diplomatico del Regno d’Italia. La Russia avviò il riconoscimento del Regno d’Italia chiedendo in cambio l’impegno, da parte del governo italiano, di opporsi alle tendenze rivoluzionarie e ad ogni azione politica degli emigrati polacchi in Italia diretta contro l’integrità dell’Impero zarista. Il documento che segue è una missiva del ministro degli Esteri francese, Eduard Thouvenel, che svolse un ruolo di mediazione tra l’Italia e la Russia, e al ministro francese a Torino, Benedetti. In allegato, oltre ad un dispaccio francese, viene riportato l’importante dispaccio del ministro degli Esteri russo Gortschakoff con cui chiede al governo italiano un impegno diretto contro i rivoluzionari e la chiusura di una scuola per emigrati polacchi.

Documenti Diplomatici Italiani, I Serie, 1861-1870, II, 31 dicembre 1861-31 luglio 1862, Roma, Libreria dello Stato, 1959, pp. 425-427, Il ministro degli Esteri francese, Thouvenel, al ministro francese a Torino, Benedetti, Parigi, 11 giugno 1862, n. 400.

 

Il governo italiano risponde alle richieste russe

Nel dispaccio del 23 giugno, il ministro plenipotenziario a Parigi, Costantino Nigra, informa il ministro degli Esteri, Giacomo Durando, di aver comunicato al ministro degli Esteri francese, Thouvenel, che la scuola polacca sarà sciolta il 26 giugno.

Documenti Diplomatici Italiani, I Serie, 1861-1870, II, 31 dicembre 1861-31 luglio 1862, Roma, Libreria dello Stato, 1959, pp. 459-460, Il ministro a Parigi, Nigra, al ministro degli Esteri, Durando, Parigi, 23 giugno 1862, n. 436.