» Lombroso Paola e Gina  
1871 – 1954; 1872 - 1944
 


 

 

Paola e Gina – le due prime figlie di Cesare Lombroso – nascono nel 1871 e nel 1872, a diciotto mesi di distanza, seguite da altri tre fratelli, tutti maschi. Nel 1876 Cesare Lombroso si trasferisce da Pavia a Torino, ad occuparvi la cattedra di Medicina legale e di Igiene pubblica. Inizialmente accolto con diffidenza dagli ambienti accademici, Lombroso diventerà nello spazio di un decennio la figura centrale del mondo scientifico torinese.

La Torino di questi anni è una città in via di rapida industrializzazione, un processo, questo, che pone all’ordine del giorno dell’élite intellettuale l’attenzione alla questione sociale, e molto aperta alla cultura europea e alle idee innovatrici, e in primo luogo all’esaltazione del progresso scientifico propria del positivismo.

Di questo humus intellettuale Lombroso, e con lui le figlie giovanissime, si nutriranno. È, quella di Cesare Lombroso, una famiglia ebraica di origine sefardita, veronese. Mentre Cesare Lombroso è diventato assai precocemente un laico libero pensatore, più tradizionale è il percorso di sua moglie, Nina De Benedetti.

L’ebraismo in cui crescono Paola e Gina è comunque un ebraismo fortemente assimilato, universalista, in cui lo spazio dell’osservanza è ridotto al minimo: un percorso questo analogo a quello di molta parte del mondo ebraico del tempo, e in particolare di quello torinese. Tale contesto è assolutamente determinante nella loro esistenza e nella loro esperienza intellettuale grazie all’intensissimo legame che lega le due ragazze al padre.

Fin da adolescenti, le due ragazze divengono infatti collaboratrici del padre, di cui curano la corrispondenza, stendono gli appunti, per cui leggono e recensiscono libri. Un compito da segretarie intelligenti e partecipi, a cui le ha abituate l’educazione paterna: un’educazione non tradizionale, di assoluta parità con i fratelli maschi, il cui obiettivo è la crescita intellettuale e la responsabilità civile e sociale. Di qui, la loro precoce attività pubblicistica e l’impegno politico nel movimento socialista, dopo aver conosciuto Anna Kuliscioff ed averne subito il fascino.

Legatissime I’una all’altra, le due sorelle si avviano tuttavia su strade diverse: più anticonformista e passionale Paola, che non compie il percorso universitario (senza che questo susciti alcuna opposizione in suo padre) e si getta nell’attività pubblicistica, dopo esperienze disparate anche nel campo artistico. Più tradizionale il percorso di Gina, che si laurea in lettere e poi in medicina, e che prosegue con più continuità della sorella la collaborazione con il padre.

Nella sua lunga e attivissima vita, Paola eserciterà un’intensa attività giornalistica e si occuperà di pedagogia fondando tra l’altro, nel 1908, il Corriere dei Piccoli e, nel 1915, la Casa del Sole, un’opera filantropica di assistenza a bambini predisposti alla tubercolosi. Quanto a Gina, oltre all’attività di collaborazione con il padre, che sfocerà dopo la morte di lui in un’attenta opera di cura e diffusione dei suoi scritti, scriverà di criminologia e psichiatria e si impegnerà attivamente nella riflessione sulle questioni economiche e sociali. Ambedue le sorelle si occuperanno costantemente, nel corso delle varie vicende della loro vita, della questione femminile.

Sono percorsi intellettuali, che non comportano per nessuna delle due sorelle la rinuncia ad una vita matrimoniale «normale». Paola sposa nel 1899 Mario Carrara, l’allievo prediletto di suo padre, uno studioso di grande valore, socialista, che sarà poi sotto il fascismo allontanato dalla cattedra per non aver voluto giurare. Gli darà due figli e manterrà per tutta la vita con lui un rapporto di grande vicinanza intellettuale, oltre che emotiva, pur mantenendo una sua sfera lavorativa autonoma. Morirà nel 1954.

Gina sposa nel 1901 Guglielmo Ferrero, giurista, economista, storico e narratore di grande rilievo. Il suo sarà un matrimonio caratterizzato dalla spinta contrastata a ripetere, con il marito, il rapporto di simbiosi intellettuale che aveva avuto con il padre. Nel 1930, quando il regime fascista tentò di ridurre al silenzio Ferrero, la coppia emigrò a Ginevra, dove Ferrero morì nel 1942 e Gina nel 1944.

Se di Paola e Gina Lombroso, nonostante la diversità della loro esperienza, si può parlare insieme, è per l’ombra di Cesare Lombroso che grava sulla loro intera esperienza. Determinante è infatti per la loro vicenda intellettuale la contraddizione presente in Lombroso tra l’idea di una naturale inferiorità della donna, tipica del positivismo del tempo e da lui fatta propria con particolare forza, e il ruolo intellettuale da lui affidato alle figlie.

Questa contraddizione getta un’ombra sull’educazione libera e attenta impartita in famiglia alle due ragazze, e grava sulla loro riflessione sulla questione femminile, sui loro modelli di riferimento, sulle loro scelte culturali. Da questa ambivalenza Paola e Gina si libereranno solo a fatica, in un processo lungo e mai del tutto compiuto di conquista dell’autonomia rispetto all’immagine paterna.

Anna Foa