» Ramorino Gerolamo  
Genova, 1792 Torino, 1849
 

Generale. Arruolato giovanissimo nell'esercito francese fino ad essere uno degli ufficiali d'ordinanza di Napoleone durante i “cento giorni”, dopo la caduta dell’Impero si ritirò a vita privata. Prese parte ai moti del ’21 in Piemonte agli ordini di Santorre di Santarosa e poi all’insurrezione polacca.

Riparato in Francia, nel 1834 partecipò alla spedizione in Savoia organizzata dal Mazzini. Gli avvenimenti del 1848 lo indussero a mettersi a disposizione e, dopo l’armistizio Salasco, la sua offerta fu accolta dall’esercito sabaudo e gli venne affidato il comando della 5ª divisione piemontese, costituita quasi interamente da profughi lombardi. Secondo il piano di campagna del generale Chrzanowski, il Ramorino avrebbe dovuto raccogliere la sua divisione nella Lomellina di fronte allo sbocco da Pavia.

Ma, essendogli giunte voci di passaggi austriaci effettuati sulla destra del Po e ritenendosi perciò autorizzato ad agire di propria iniziativa, il Ramorino raccolse le proprie forze nel Vogherese e lasciò così libero il passo all'invasione austriaca (che muoveva appunto da Pavia), senza avvertirne il comandante in capo.

Accusato di aver disatteso gli ordini ricevuti per aver abbandonato la postazione affidatagli, fu ritenuto uno dei responsabili della sconfitta di Novara. Sottoposto a consiglio di guerra, fu riconosciuto colpevole di disobbedienza di fronte al nemico e condannato a morte. La sentenza fu eseguita sugli spalti della cittadella di Torino il 22 maggio 1849.