» Meriton White Mario Jessie  
Portsmouth, 1832 Firenze, 1906
 

 

 
Jessie White Mario - 1865 - fotografia - Istituto per la Storia del Risorgimento - Roma  

Scrittrice e combattente per la causa italiana. - Nata in una ricca famiglia di armatori dello Hampshire, studiò filosofia a Parigi con Lamennais (1852-1854).

Lì conobbe Emma Roberts, legata a Giuseppe Garibaldi da una relazione amorosa e quando la Roberts si recò a Nizza a fare visita all’eroe, Jessie Meriton White andò con lei.

Garibaldi accompagnò le sue ospiti inglesi (con la Roberts c’era anche una delle sue figlie) in Sardegna, dove in onore dei viaggiatori stranieri furono organizzate battute di caccia e feste folkloriche.

Dalla Sardegna Jessie Meriton White si recò a Napoli a Roma e a Firenze. L’incontro con l’Italia retta da governi assoluti e il fascino di Garibaldi furono decisivi.

Il legame che in quell’occasione si strinse con il nostro paese e le sue aspirazioni nazionali non si sarebbe più spezzato.

Tornata in Inghilterra nella primavera del 1855 vi conobbe Mazzini, esule a Londra. Cominciò allora la sua attività propagandistica a favore della causa italiana, scrivendo articoli e raccogliendo fondi, tenendo conferenze nelle principali città inglesi.

Nel 1857, in qualità di corrispondente del «Daily News» partecipò insieme ad un altro esule italiano, Alberto Mario, a cui si era legata sentimentalmente, ai preparativi della spedizione di Sapri e al tentativo mazziniano del 29 giugno di impadronirsi di due forti a Genova.

Arrestata insieme ad Alberto Mario, i due furono liberati pochi mesi dopo. Espulsi dal Piemonte, andarono insieme in Inghilterra e si sposarono a Portsmouth.

A Londra incontrarono nuovamente Mazzini e accettarono l’incarico di recarsi in America dove tenere una serie di conferenze in favore della causa italiana. Tornarono in Italia nel luglio del 1859. Arrestati nuovamente e condotti a Bologna furono rilasciati alla condizione di abbandonare la Romagna. Riparati a Lugano, nella primavera del 1860, per raggiungere Garibaldi, si imbarcarono per la Sicilia. Alberto Mario ebbe l’incarico di costituire un collegio militare a Palermo, Jessie di dirigere un ospedale di guerra.

Negli anni successivi si avvicinò alle posizioni federaliste di Cattaneo e ripensò la giovanile adesione alle idee mazziniane. Nel 1866 partecipò con il marito alla terza guerra d’indipendenza, aggregata al corpo di sanità garibaldino; nel 1867 fu a Mentana. Seguì ancora Garibaldi in Francia nel 1870 nella guerra contro la Prussia, prendendo parte alla battaglia di Digione.

Dopo l’Unità si occupò prevalentemente di problemi sociali. Condusse un celebre inchiesta sulle condizioni dei poveri di Napoli, di cui resta testimonianza in un libro pubblicato nel 1877, La miseria di Napoli. Studiò il sistema penitenziario e l’istituto del domicilio coatto in Italia. Continuò la sua attività giornalistica scrivendo per la stampa italiana e straniera.

Alla memoria risorgimentale e alla sua perpetuazione nelle generazioni più giovani dedicò un’intensa attività storico-biografica. Le opere che ne risultarono raccontano personaggi che ebbe modo di conoscere a fondo e vicende a cui partecipò in prima persona. Scrisse le biografie di Garibaldi, di Mazzini, di Cattaneo, la vita di Agostino Bertani e dei suoi tempi. Curò, sostenuta da Giosue Carducci, la raccolta degli scritti postumi del marito che aveva accudito con amore negli ultimi anni della vita.

Morì il 5 marzo 1906 a Firenze. Un lungo corteo funebre attraversò le strade di Firenze. Le ceneri di Jessie White riposano ora nel cimitero di Lendinara accanto ad Alberto Mario.

Documenti
 

La biografa di Mazzini

Jessie White Mario fu autrice di due biografie popolari di Mazzini e Garibaldi, nelle quali la ricchezza dei fatti narrati (dovuta anche alla possibilità di avvalersi delle testimonianze dei protagonisti) si accompagnava a un’evidente simpatia per i personaggi biografati. Riproduciamo qui l’inizio del testo dedicato a Mazzini, pubblicato prima in dispense e poi in volume.

J. White Mario, Della vita di Giuseppe Mazzini, Milano, Sonzogno, 1891, pp. 3-6.

 

Il giudizio di Benedetto Croce

Nella sua Storia d’Italia dal 1871 al 1915, Benedetto Croce mostrava grande apprezzamento per i giudizi equilibrati che Jessie White Mario aveva saputo dare dell’Italia unita, sfuggendo al quadro troppo fosco e alle previsioni troppo negative («le fantasime orrende») formulate da altri commentatori dell’epoca.

B. Croce, Storia d’Italia dal 1871 al 1915, Bari, Laterza, 1928, pp. 105-107.