» Arrivabene Giovanni  
Mantova, 1787 ivi, 1881
 

Economista e uomo politico. Seguì in esilio suo padre durante l’ultima fase del dominio napoleonico in Italia. Tornato in Lombardia prima del 1814, fu in contatto con la carboneria dal settembre 1820 attraverso Porro Lambertenghi, Confalonieri e Pellico.

Arrestato nel 1821, andò esule prima in Svizzera poi in Inghilterra, dove studiò economia. Si trasferì in Belgio nel 1827 dove fu ospite dei conti Arconati nel castello di Gaesbeek. Naturalizzato belga divenne un interlocutore privilegiato della classe dirigente del paese uscito dalla Rivoluzione del 1830.

Fu in contatto con Tocqueville e Quinet. Frequentò Gioberti e nel 1845, durante un viaggio a Torino, ragionò a lungo d'economia e di politica col giovane Cavour. Nel 1848 a Milano conobbe Cattaneo. Tornò in Italia dopo il 1859. Nel 1860 fu nominato senatore.

Relatore di leggi sul nuovo assetto economico italiano, dopo la caduta della Destra, in occasione dell'abolizione della tassa sul macinato, espresse la propria solidarietà a Quintino Sella e alla sua politica economica in una pubblica lettera a Marco Minghetti del 1878.