» Barbiano di Belgioioso-Este Cristina Trivulzio (principessa di)  
Milano, 28 giugno 1808 ivi, 15 luglio 1871
 


 

 
H. Lehmann - Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso - Collezione marchesa Maura Dal Pozzo Belgirate  

Sua madre, rimasta vedova, aveva sposato in seconde nozze il conte Alessandro Visconti d’Aragona, processato e arrestato per i moti del 1821.

Nell’ambiente del patriziato liberale milanese, Cristina poté così entrare in contatto con idee e personaggi del patriottismo lombardo e della cospirazione, attirandosi anche le attenzioni della polizia austriaca.

Appena sedicenne sposò il principe Emilio Barbiano di Belgioioso d'Este ma il matrimonio finì presto.

Dopo la separazione si recò in Svizzera, ripassò in Italia a Genova e, sempre sorvegliata dagli agenti del governo austriaco, fuggì a Marsiglia.

Quando Mazzini decise la spedizione in Savoia, Cristina versò per tale impresa un’ingente somma ricavata della vendita dei suoi gioielli (1833). Il governo austriaco la indiziò «di alto tradimento»; fuggita a Parigi in breve tempo divenne il centro intorno a cui gravitavano gli esuli italiani.

Discendente di un’antica famiglia molto nota in Francia, la principessa, giovane e bellissima, non ebbe difficoltà a farsi aprire le porte dei salotti più in voga di Parigi, come quelli del generale La Fayette e di madame Récamier.

Lei stessa ospitò i nomi più illustri della cultura e della politica francese ed europea del tempo e molti patrioti dall’Italia: Victor Hugo, Alfred de Musset, Chopin, Liszt, Bellini, Rossini, Niccolò Tommaseo, Vincenzo Gioberti e Terenzio Mamiani, Federico Ozanam, l'ascetico docente della Sorbona, Giuseppe Sirtori, Heine, Mignet, Thierry, Thiers, Guizot, Michelet, Georges Sand, Dumas padre, Michele Amari, Pellegrino Rossi.

Risalgono a quest'epoca i suoi saggi sulla formazione del dogma cattolico, pubblicato anonimo a Parigi nel 1842, e suVicodi cui tradusse in francese le opere.

Nel 1845 fondò a Parigi la «Gazzetta Italiana», che trasformò poi nell’«Ausonio». Allo scoppiare della rivoluzione del 1848 la Belgioioso era a Napoli. Quando insorse Milano noleggiò un piroscafo e assoldò un battaglione.

Entrò in città il 6 aprile a capo della sua colonna, stringendo in pugno una bandiera tricolore. Fu ricevuta con scarso entusiasmo dal governo provvisorio ed ella se ne rammentò negli articoli che scrisse per la «Revue des Deux Mondes», dove parla dei disastri militari del 1848. Per raggiungere l'obbiettivo della fusione della Lombardia col Piemonte, la principessa aveva fondato in Milano due giornali: «Il Crociato» e «La Croce di Savoia». L'anno seguente fu a Roma.

Durante la difesa della Repubblica romana, ebbe la direzione degli ospedali militari. Caduta poi la città, viaggiò in Oriente e in Asia Minore. Fu un soggiorno avventuroso, che raccontò nel volume Asie Mineure et Syrie, pubblicato a Parigi nel 1858.

Tornata in Francia nel 1853, tre anni più tardi partì per l’Italia. Si stabilì nelle sue terre di Locate. Qui compose l'Histoire de la Maison de Savoie, edita poi a Parigi nel 1860. In quell’anno fondò a Milano «L'Italie», giornale politico sul modello dei grandi periodici francesi.

Nel 1866 sul primo numero della «Nuova Antologia» pubblicò un saggio dal titolo: Della presente condizione delle donne e del loro avvenire. Indebolita da una grave malattia di origine neurologica, Cristina morì a Milano il 15 luglio 1871.

Nel capitolo XXV dei suoi Reisebilder, Heine la pone fra le glorie italiane, accanto a Rossini e a Raffaello.

Documenti
 

Rapporto di polizia sulla fuga della Belgioioso a Marsiglia

Si presenta qui il rapporto del direttore di polizia Torresani, datato 1° dicembre 1830, intorno alla fuga da Genova della principessa di Belgioioso. Legata da diversi anni agli ambienti del patriottismo lombardo, la principessa era costantemente sorvegliata dalla polizia, che era informata di ogni suo movimento.

A. Malvezzi, Cristina di Belgiojoso, I, Le prime armi, Milano, Treves 1936, pp. 368-369.

 

Il viaggio da Napoli a Milano nel 1848

L’opera L’Italia e la rivoluzione italiana nel 1848 è la traduzione in italiano degli articoli che la principessa di Belgioioso scrisse per la «Revue des Deux Mondes» dopo aver partecipato alla rivoluzione lombarda. Nella seconda parte di quest’opera si narra il viaggio compiuto dalla principessa da Napoli a Milano e si accenna alle impressioni da lei ricavate una volta giunta nella città lombarda.

C. Belgiojoso, L’Italia e la rivoluzione italiana nel 1848 parti due della principessa Cristina Trivulzi-Belgiojoso, Lugano, Tipografia della Svizzera italiana 1849, pp. 46-50.

 

Della presente condizione delle donne e del loro avvenire

Le pagine che seguono sono tratte dal saggio pubblicato da Cristina di Belgioioso nel primo numero della «Nuova Antologia», nel gennaio 1866. In esse l’autrice, contraria a riforme radicali che a suo parere avrebbero creato squilibrio nella famiglia e confusione nella società, invoca però pari possibilità di accesso agli studi per le donne e un graduale miglioramento della loro condizione.

C. Belgioioso, Della presente condizione delle donne e del loro avvenire, in «Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti», I, 1, fasc. I, gennaio 1866, Firenze 1866, pp. 104-113.