» Vieusseux Giovan Pietro  
Oneglia (Imperia), 1779 Firenze, 1863
 

 

 
Ritratto fotografico di G. P. Vieusseux.  

Di famiglia ginevrina e protestante. Il padre, avvocato, fu costretto a lasciare la Svizzera per motivi politici e si era trasferito in Liguria, dove la famiglia gestiva attività commerciali fin dal 1763. Per impratichirsi nel commercio e quindi per esercitarlo viaggiò moltissimo.

I viaggi e soprattutto l’amicizia con lo storico svizzero Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi ebbero un ruolo decisivo nella sua formazione liberale. Dopo il crollo della casa commerciale della famiglia, Vieusseux nel 1819 si stabilì a Firenze dove conobbe, e ne divenne amico, Gino Capponi.

Nella capitale del Granducato di Toscana, Vieusseux istituì un Gabinetto scientifico-letterario per la lettura di giornali e riviste italiane e straniere, e dei migliori libri recenti nelle principali lingue europee.

Nel 1821, pubblicò l’«Antologia», un giornale letterario che interveniva sui temi più vari, dalla letteratura appunto alla filosofia, alla storia, alla scienza e all’educazione. Vi collaborarono Leopardi, Pietro Giordani, Raffaello Lambruschini, Gian Domenico Romagnosi, per citarne alcuni.

Il progetto della rivista risaliva a Ugo Foscolo ed era stato aggiornato da Capponi. L’obiettivo era il rinnovamento culturale e civile degli italiani.

Nel Gabinetto si tenevano conversazioni regolari, tre volte la settimana. Rivista e Gabinetto di lettura rappresentano un momento cruciale della storia degli intellettuali italiani dell’Ottocento e del loro impegno per la causa nazionale.

L’«Antologia» fu soppressa nel 1833 e ne fu negata la prosecuzione sotto il titolo di «Rassegna Italiana» (risorse nel 1866 con il nome di «Nuova Antologia» e ancora oggi si pubblica); restò invece il Gabinetto.

Nel suo ambiente si formò una generazione di intellettuali che avrebbe svolto un ruolo significativo negli anni a cavallo dell’Unità. Si pensi a Pietro Thouar, educatore e scrittore per l’infanzia, forse uno dei più celebri dell’Ottocento, prima di Collodi e De Amicis.

Nell’autunno del 1828 fu lì che Giacomo Leopardi conobbe Vincenzo Gioberti. Né il ruolo del Gabinetto si esaurì con il movimento risorgimentale.

Il Gabinetto ha svolto un ruolo di raccordo nel mondo della cultura italiana per tutto il Novecento e a tutt’oggi è una prestigiosa istituzione fiorentina.

Nonostante la censura granducale, Vieusseux continuò la sua attività editoriale e di divulgazione culturale. Tra le molte iniziative meritano di essere ricordati il «Giornale Agrario», la «Guida dell'Educatore» di Raffaello Lambruschini, e l’«Archivio Storico Italiano», di cui fu fautore e consigliere Gino Capponi, dal 1842 in poi. Al 1847 risale la pubblicazione di un giornale, «La Fenice», che ebbe tuttavia vita breve.

L’opera di Vieusseux, la rete fitta dei suoi contatti, in Italia e in Europa, è testimoniata dal carteggio, che è a tutt’ora un documento prezioso per la storia della cultura italiana dell’Ottocento.

Documenti
 

Breve ritratto di Giovan Pietro Vieusseux

Il breve ritratto, scritto nel 1995 dallo storico Bagnoli, insiste sull’aspetto innovativo dell’operazione culturale compiuta a Firenze da Vieusseux e ricorda come sia il Gabinetto sia la rivista da lui fondati fossero divenuti punti di riferimento dell’intellettualità progressista italiana.

P. Bagnoli, La politica delle idee. Giovani Pietro Vieusseux e Giuseppe Montanelli nella Toscana preunitaria, Firenze, Edizioni Polistampa, 1995, pp. 5-15.

 

Messaggio ai collaboratori, corrispondenti e sottoscrittori nel febbraio 1833

Il messaggio è rivolto dal direttore dell’«Antologia» ai collaboratori, corrispondenti e sottoscrittori della rivista nel febbraio 1833, in prossimità della sua soppressione definitiva. In esso Vieusseux ricorda le motivazioni che dodici anni prima lo avevano indotto a dare vita al periodico, e rivendica con orgoglio l’opera compiuta a favore del progresso.

G. Spadolini, Fra Vieusseux e Ricasoli. Dalla vecchia alla ‘Nuova Antologia’, Firenze, Le Monnier, 1982, pp. 73-76.

 

Reclamo per la soppressione dell’«Antologia»

La lettera è inviata da Giovan Pietro Vieusseux al ministro dell’Interno Neri Corsini nell’aprile 1833. Il ginevrino si lamenta per la soppressione dell’«Antologia» e per i danni economici subiti in conseguenza.

P. Prunas, L’antologia di Gian Pietro Vieusseux. Storia di una rivista italiana, Roma-Milano, Società Editrice Dante Alighieri, 1906, pp. 404-406.